Mi piace molto ricordare certe battute maschili che mi vengono dette, soprattutto se vengon porte con distacco e con quell’arguzia figlia del disincanto ma non del cinismo.
“…devi avere pazienza con lui…è un uomo!”
(battuta di surrealista fiorentino- contemporaneo)

“…e chi non è timido ? giusto un malato de-mente!”*
(battuta di sonettista romano-contemporaneo)
*la preposizione di (de nel testo) è stata lasciata volutamente in romanesco per consentire un rapido gioco di parole eliminando lo stacco tra de e mente a favore del sostantivo demente….e scusate se è poco, come avrebbe detto il Principe De Curtis!








